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Principali caratteristiche tecniche del programma SHEDAR2002

SHEDAR2002 è un programma che racchiude in un unico pacchetto tutte le funzioni necessarie ai professionisti della illuminazione:

  • calcolo illuminotecnica;

  • funzioni di catalogo elettronico e di documentazione delle fotometrie;

  • rendering fotorealistico;

  • computo di materiali.


Attualmente, il programma è disponibile solo per la progettazione illuminotecnica interna. E’ in corso di sviluppo la versione per esterni e stradale. E' possibile scaricare la versione demo di SHEDAR2002 nella sezione DOWNLOAD.


SHEDAR2002 funziona in ambiente Microsoft® Windows® 98/ME/NT/2000/XP.



Interfaccia utente

La caratteristica principale del programma è la sua semplicità di uso. L’interfaccia utente conserva e migliora notevolmente l’immediatezza che già costituiva la caratteristica fondamentale della versione precedente di SHEDAR.


Lo schermo è diviso in aree facilmente individuabili e riconoscibili. Il progetto è stato idealmente scomposto nelle sue fasi principali. A ciascuna fase del progetto corrisponde una diversa modalità operativa, attivabile tramite uno dei grandi pulsanti del menu principale alla sinistra dello schermo.




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Il calcolo

Il modulo di calcolo è il cuore del programma e da esso derivano tutte le innovazioni principali. Il modulo adotta gli algoritmi di radiosity che costituiscono lo stato dell’arte nel settore. Questi sono stati inoltre rifiniti ed e ottimizzati per ottenere tempi di calcolo accettabili e, al tempo stesso, una presentazione accattivante.


Come diretta conseguenza della procedura di calcolo adottata, si ha la possibilità di ottenere delle rappresentazioni in rendering, che è la rappresentazione di elezione del programma. Naturalmente, è possibile ottenere anche rappresentazioni di tipo tradizionale (curve isolux, valori in tabelle ecc.).


Inoltre, sono stati adottati accorgimenti che consentono di migliorare i risultati scenografici. I materiali di ciascuna superficie vengono simulati attraverso una bitmap. E’ prevista infine una funzione di correzione della riproduzione dei toni, che consente di ottimizzare la visualizzazione a video.





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Ambienti di forma irregolare

Il modulo di calcolo è assolutamente generico, e consente di gestire ambienti di qualsiasi forma. Le limitazioni alle tipologie di ambienti gestibili sono dunque dettate piuttosto dalla necessità di mantenere semplificata al massimo l’interfaccia utente. Gli ambienti sono definiti in “tipologie” parametrizzate (ad esempio, ambienti a L, a croce ecc), che consentono di definire geometrie anche complesse inserendo un numero limitatissimo di parametri. L’utente può descrivere una geometria digitando da tastiera i valori corrispondenti ai parametri significativi, o modificandoli interattivamente tramite mouse.



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Colori e materiali

Ad ogni superficie vengono associati un materiale (simulato da una texture bitmap) o un colore e un coefficiente di riflessione. L’utente ha la possibilità di modificare la texture , oppure può scegliere di lavorare con superfici a tinta unita, prive di textures.

E’ possibile in questo modo ottenere rappresentazioni fotorealistiche estremamente accattivanti, con poche e semplici operazioni.



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Gestione delle viste

E’ sempre presente a video la “Barra delle viste” che riporta una bussola con uno schema ridotto dell’ambiente, attraverso la quale è possibile impostare in modo estremamente rapido ed intuitivo la visualizzazione dell’ambiente. E’ possibile scegliere fra viste piane o viste prospettiche. Le viste piane, oltre che in pianta o secondo i quattro punti cardinali, possono essere parallele a ciascuna parete (semplicemente cliccando sulla parete in questione nello schema all’interno della bussola). Operando sulla bussola è possibile poi impostare l’angolo di vista e l’elevazione di una vista prospettica. Appositi comandi consentono poi di zoommare o di “entrare” all’interno di una vista prospettica, o di salvare e richiamare le viste di uso più frequente.



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Libreria di apparecchi; apparecchi multipli

La gestione del database di apparecchi costituisce senza dubbio una delle novità più interessanti del SHEDAR2002. La struttura delle librerie rispecchia il più possibile la realtà di una collezione di apparecchi illuminanti, con un approccio del tutto innovativo rispetto a tutti i programmi analoghi in commercio.


Un apparecchio illuminante può essere costituito da uno o più corpi illuminanti. Negli apparecchi dotati di più corpi illuminanti, è possibile orientare ciascuno dei corpi illuminanti separatamente dagli altri e dal corpo base dell’apparecchio, e individuare singolarmente lampade e accessori diversi per ciascuno dei corpi illuminanti. E’ questa una caratteristica che non è presente in nessun altro programma in commercio.


Il programma tiene conto delle modifiche apportate alla fotometria di ciascuno dei corpi illuminanti dalle lampade con riflettore incorporato. Al corpo illuminante può essere associato anche un accessorio, il quale può a sua volta modificare la fotometria. Dunque la fotometria di una apparecchio risulta dalla combinazione: corpo illuminante + lampada + accessorio, rispecchiando del tutto il mondo reale. La gestione è completamente trasparente e parte sempre dai riferimenti del catalogo. Anche quest’ultima caratteristica non è presente in alcun altro programma di calcolo.



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Librerie complete e files Eulumdat

Il programma prevede un doppio livello di utilizzo: l’accesso ai dati è possibile cioè tramite la struttura completa delle librerie o direttamente tramite accesso ai files fotometrici in formato Eulumdat.


Con il termine generico “Libreria” si intende il database delle informazioni relative ai prodotti di una singola Azienda. Ogni libreria comprende tutte le informazioni gestite dal programma: specifiche tecniche, immagini, specifiche di lampada ecc..


Con il termine “file Eulumdat” ci riferiamo al semplice file fotometrico, relativo ad un singolo apparecchio, formattato appunto nello standard EULUMDAT. I files Eulumdat sono generalmente di pubblico dominio per la maggior parte di Aziende. Essi non comprendono alcuna altra informazione al di fuori di quelle strettamente legate alla fotometria dell’apparecchio. Il programma è aperto all’uso di qualsiasi file Eulumdat.

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Arredi e ingombri

E’ possibile inserire nell’ambiente arredi, ingombri, volumi o elementi architettonici prelevandoli da una libreria. Gli oggetti hanno misure parametriche: le tre dimensioni (lunghezza, larghezza e altezza) sono variabili, e possono essere definite al momento della scelta dell’arredo. Questo consente di gestire qualsiasi tipo di volume o ingombro generico (pilastri, scale, pannellature ecc.)


All’arredo sono associati un colore, un materiale ed un coefficiente di riflessione, che possono essere modificati con modalità del tutto analoghe a quelle relative alle superfici interne dell’ambiente.



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Superfici parziali di calcolo

E’ possibile impostare superfici parziali di calcolo. Queste vengono gestite a tutti gli effetti come “oggetti”, al pari degli apparecchi e degli arredi, e ne condividono le stesse modalità di posizionamento, spostamento, orientamento, editazione.


Una superficie parziale di calcolo può essere “reale” o “virtuale”. Nel primo caso essa è contraddistinta da un materiale e da un coefficiente di riflessione; intercetta la luce, proietta ombre e consente il calcolo di illuminamenti e luminanze. Nel secondo caso, invece, la superficie è solo un riferimento spaziale ma non intercetta la luce e non viene mostrata nel rendering. Sulla superficie virtuale è possibile calcolare gli illuminamenti ma non le luminanze.



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Griglie

In molti casi il posizionamento di oggetti ed apparecchi in un ambiente segue un criterio di regolarità o simmetria. Per facilitare il posizionamento in casi come questi, è disponibile una potente funzione di gestione delle griglie.


Una griglia è un reticolo regolare (ortogonale o radiale) i cui nodi fungono da punti di attrazione per il posizionamento degli apparecchi. Una griglia può essere accesa o spenta (la funzione di attrazione viene esercitata solo se la griglia è accesa). La funzione di gestione delle griglie dispone di numerose opzioni evolute. Ad esempio, è possibile fare in modo che la griglia agisca oltre che sul posizionamento anche sull’orientamento degli apparecchi, cioè che gli apparecchi si “adagino” lungo le maglie del reticolo.


Gli apparecchi restano associati alla griglia su cui sono posizionati. Le modifiche dei parametri di una griglia si ripercuotono sugli apparecchi ad essa associati. In un progetto può essere definito un numero virtualmente illimitato di griglie, ciascuna delle quali è contraddistinta da un nome. Combinando griglie diverse in uno stesso ambiente, è possibile riprodurre qualsiasi schema di posizionamento, anche molto complesso, che abbia una qualche regolarità.



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Funzioni di posizionamento evolute

Per inserire un oggetto nell’ambiente, sono disponibili numerose funzioni di posizionamento evolute, che consentono di inserire l’oggetto in qualsiasi punto all’interno dell’ambiente, o di applicarlo direttamente sulla superficie che interessa. Nel posizionamento a parete, ad esempio, le pareti “attraggono” l’apparecchio e gli imprimono automaticamente tutte le rotazioni necessarie a farlo aderire alla parete, senza che l’utente debba preoccuparsi di altro.


Gli apparecchi e gli oggetti archiviati in libreria sono associati per default alla modalità di posizionamento che è la più appropriata per quel tipo di oggetto. Ad esempio, un arredo ha come default il posizionamento a pavimento; un applique ha come default il posizionamento a parete mentre un elemento di un sistema illuminante ha come default il posizionamento generico. Il tipo di posizionamento di default può comunque essere modificato dall’utente in fase di inserimento dell’oggetto nell’ambiente. Le modalità di posizionamento non coerenti sono automaticamente inibite (ad esempio, non è possibile posizionare a soffitto una scrivania).


E’ possibile infine puntare gli apparecchi di illuminazione semplicemente indicando il punto verso il quale l’apparecchio è orientato.



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Gestione multiambiente e multiscena

Ciascun file di progetto può contenere al suo interno diversi ambienti.


Inoltre, gli apparecchi inclusi in un ambiente possono essere accesi o spenti. Per ciascun ambiente è possibile impostare (attribuendovi nomi diversi) diverse “scene” corrispondenti ad altrettante combinazioni di apparecchi accesi e spenti. E’ possibile così simulare diverse situazioni (ad esempio diversi circuiti, oppure illuminazione di emergenza e generale) senza dover fisicamente reinserire tutti gli apparecchi.



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Illuminazione di emergenza

La libreria è predisosta per gestire apparecchi con gruppo di alimentazione di emergenza. Quando si posizionano nel locale apparecchi di questo tipo, è possibile effettuare automaticamente il calcolo della luce di emergenza (oltre a quello della illuminazione generale), grazie alla sofisticata gestione delle scene, che riserva appunto una scena particolare alla illuminazione di emergenza.

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Computo dei materiali

Il programma consente la realizzazione automatica del computo dei materiali. Tutti gli apparecchi inclusi nel progetto vengono riportati nel computo, ed è possibile aggiungerne altri manualmente. E’ possibile anche inserire nel computo commenti o voci speciali (relative ad articoli fuori standard). La gestione del computo dispone inoltre di funzioni evolute (gestione di ambienti “tipo”; gestione di composizioni ripetitive; gestione di codici fuori listino; esportazione su file del computo ecc.).




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